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Il Cnel approva il Disegno di legge di riforma dell’Amministrazione di Sostegno. Estensione dei soggetti nominabili, standard nazionali di idoneità e semplificazioni operative

Nella seduta di oggi 25 novembre 2025, l’Assemblea del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro ha approvato il Disegno di legge di riforma dell’Amministrazione di Sostegno (AdS), con l’obiettivo di aggiornare l’istituto introdotto dalla legge 6/2004 alla luce dei principi contenuti nell’articolo 12 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Il provvedimento promuove una concezione dell’AdS centrata sulla capacità giuridica, sulla volontà e sulle preferenze della persona beneficiaria, superando i modelli sostitutivi e orientando l’intero sistema verso il supporto decisionale personalizzato.

Il Ddl affronta una criticità ormai strutturale del sistema italiano: la difficoltà per i giudici tutelari di individuare amministratori di sostegno qualificati e in numero sufficiente. Per questo amplia la platea dei soggetti nominabili, includendo Enti del Terzo Settore, Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona (ASP) e Fondazioni di Comunità, ossia soggetti caratterizzati da continuità organizzativa, prossimità territoriale e competenze integrate di natura socio-assistenziale.

L’inserimento dell’attività di amministrazione di sostegno tra le attività di interesse generale del Terzo Settore rafforza la capacità degli enti di operare in questo ambito, valorizzando il ruolo delle comunità locali nella protezione delle persone fragili.

Il Ddl istituisce presso il Ministero della Giustizia un Elenco nazionale degli enti idonei allo svolgimento dell’incarico, con requisiti specifici di natura patrimoniale, organizzativa e professionale. L’iscrizione sarà condizionata alla presenza di figure adeguatamente formate e all’adozione di modelli organizzativi capaci di garantire continuità e qualità del sostegno.

Ogni ente dovrà inoltre individuare un responsabile dell’incarico per ciascuna nomina, garantendo un rapporto diretto e tracciabile con l’autorità giudiziaria.

Il sottoscritto, quale relatore della proposta di legge, ho voluto sottolineare che «l’istituzione dell’Elenco nazionale rappresenta un passaggio decisivo verso la definizione di standard uniformi e di qualità, capaci di superare l’attuale frammentarietà territoriale e di garantire tutele effettive alle persone amministrate».

Per assicurare un rapporto effettivo di prossimità, ascolto e continuità, il Ddl prevede che ogni amministratore possa gestire fino a cinque incarichi, elevabili eccezionalmente a sette con autorizzazione motivata del giudice tutelare.

Inoltre, si osserva che «limitare il numero degli incarichi non è un vincolo burocratico ma un presidio di qualità: un amministratore deve poter dedicare tempo ed energie reali alla persona per assicurare un sostegno coerente e rispettoso delle sue esigenze».

Grande attenzione è riservata alla semplificazione degli adempimenti per gli amministratori familiari. Tra le innovazioni più significative figura l’emendamento da me proposto, che introduce l’esonero dall’obbligo di rendicontare le spese pari o inferiori a 8.500 euro per gli amministratori in linea retta.

Infine, tengo a precisare  che «la soglia da 8.500 euro rappresenta una misura calibrata di semplificazione: tutela le famiglie, le alleggerisce da adempimenti sproporzionati e rafforza al contempo l’efficienza del sistema di controllo, permettendo ai giudici tutelari di concentrarsi sui casi realmente complessi». L’emendamento incide positivamente sull’operatività degli uffici giudiziari, riducendo il carico istruttorio nei casi privi di rilevanza patrimoniale e contribuendo a un modello di gestione più proporzionato e funzionale.

Un ulteriore emendamento introduce una procedura semplificata che consente ai genitori, se concordi, di assumere congiuntamente il ruolo di amministratori di sostegno del figlio maggiorenne, favorendo un percorso di protezione più lineare, rapido e aderente alla realtà delle relazioni familiari.

Il Ddl del CNEL si inserisce in modo coerente nel processo riformatore in corso. Il Disegno di legge per la semplificazione normativa e il miglioramento della qualità della normazione, approvato dal Senato l’8 maggio 2025 e successivamente dalla Camera (Atto Camera 2393), ha conferito all’articolo 17 una delega al Governo per il riordino delle misure di protezione giuridica previste nel Libro I, Titolo XII del codice civile.

La proposta del CNEL non solo anticipa i criteri direttivi della delega, ma li integra con proposte concrete su standard professionali, qualificazione degli enti, semplificazioni procedurali e ridefinizione del ruolo dell’amministratore in chiave di supporto decisionale.

Il Ddl si colloca pienamente all’interno di un quadro normativo complesso e in evoluzione, armonizzandosi con le principali riforme legislative degli ultimi due decenni. Il provvedimento richiama i principi introdotti dal decreto legislativo 62 del 2024, volto a modernizzare i sistemi di assistenza e tutela attraverso modelli personalizzati e integrati; si coordina con il decreto legislativo 117 del 2017 (Codice del Terzo Settore), con cui condivide l’attenzione alla qualificazione degli enti, alla definizione di standard organizzativi e alla partecipazione delle comunità locali; si pone in continuità con la legge 112 del 2016 (“Dopo di Noi”), valorizzando la centralità del progetto di vita e dell’autonomia delle persone; ed è coerente con il decreto legislativo 207 del 2001, che ha ridefinito il ruolo delle ASP, oggi riconosciute come soggetti idonei a svolgere funzioni di sostegno territoriale e di protezione sociale.

L’impianto multilivello delineato dal CNEL costruisce così un quadro normativo coerente, nel quale lo Stato, gli enti locali, le famiglie, il Terzo Settore e le comunità territoriali collaborano per assicurare un sostegno realmente rispettoso della dignità e dell’autodeterminazione della persona.

Coerentemente con la Convenzione ONU, il Ddl ridefinisce la figura dell’amministratore di sostegno come facilitatore della decisione, che opera per rendere effettiva la volontà della persona senza sostituirsi a essa.

Si ribadisce che la proposta di legge presentata ed approvata dall’Assemblea del CNEL ha come obiettivo quello di garantire che la persona resti protagonista delle proprie scelte e del proprio progetto di vita. L’amministratore non limita la capacità: la sostiene e la rende pienamente esercitabile».

Conclusioni

La riforma proposta dal CNEL rappresenta un contributo di grande rilievo al processo di modernizzazione dell’istituto dell’Amministrazione di Sostegno. In coerenza con la delega parlamentare, con il Codice del Terzo Settore e con i più recenti interventi legislativi, il Ddl rafforza la qualità del sostegno, amplia e qualifica i soggetti coinvolti e promuove un modello incentrato sulla dignità, l’autonomia e l’inclusione delle persone. Il CNEL ha voluto offrire una risposta concreta e moderna, capace di valorizzare la persona e di integrare in modo organico le migliori esperienze del territorio. Una riforma di sistema, che guarda al futuro e mette al centro la libertà e la dignità di ciascuno».

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